Storia Ferrari: il successo di Villoresi a Sable d'Olonne

Qualche volta i piloti di Formula 1 si concedono delle divagazioni fuori dall’abituale terreno di caccia, come accadde nel 1952, quando molti di loro si confrontarono in una categoria minore.

ferrari

Per la ricorrenza delle date, il sito ufficiale della Ferrari celebra oggi il ricordo del Grand Prix de Sable d’Olonne del 1952, vinto in Francia da Luigi Villoresi su una “rossa”. Ecco il resoconto di quell’appuntamento agonistico offerto dallo spazio web della casa del “cavallino rampante”:

Si trattava di una gara di tre ore da disputare su un circuito di 2.439 metri nella giornata del 13 luglio. Era valida anche come sesta prova del campionato francese di Formula 2, la categoria con la quale si disputarono le stagioni 1952 e 1953 del campionato di Formula 1. Tutto ciò fece sì che fossero al via gran parte dei piloti che gareggiavano nel campionato del mondo.

La Ferrari si presentò con tre 500 ufficiali affidate a Luigi Villoresi, Alberto Ascari e Giuseppe Farina. Ce n’era poi una di un team cliente, la Ecurie Espadon, per il pilota svizzero Rudolf Fischer. In qualifica ad ottenere il miglior tempo fu Ascari che fece segnare 1’12”9, precedendo di un decimo Farina.

Villoresi apparve più in difficoltà riuscendo a qualificarsi solamente in seconda fila dopo aver girato tre secondi e mezzo più lento del compagno di squadra in pole position. In terza posizione si inserì l’idolo locale Robert Manzon con la Gordini.

In gara però ad avere la meglio fu proprio Villoresi visto che le due Ferrari più quotate finirono fuori una dopo l’altra, rispettivamente al 44° e 45° giro. Luigi si impose con tre giri di vantaggio su Peter Collins con la HWM e cinque sulla Simca Gordini di Johnny Claes.

Dedichiamo adesso le nostre attenzioni alla “rossa” protagonista di quella gara.

Ferrari 500 F2

La Ferrari “500 F2” è una delle monoposto più vittoriose della storia della casa di Maranello. Basti dire che ben sette sono i successi conseguiti nel Mondiale del 1952 e altrettanti nel Campionato del 1953, disputati con le macchine di Formula 2. A questi vanno aggiunte la ventina di vittorie raccolte dal bolide del “cavallino rampante” nello stesso biennio, in competizioni non titolate. Alberto Ascari, alla guida della fenomenale monoposto, conquista il Campionato Mondiale Conduttori in entrambi gli anni, aggiudicandosi sei gare nel ’52 e cinque nel ’53 e agevolando così la conquista dei due allori Marche per la Casa di Maranello.

Guarda le foto del GP Silverstone F1 2014

La “500 F2” è il primo modello Ferrari ad essere dotato di un frazionamento diverso dal solito 12 cilindri e questo per una precisa scelta tecnica sponsorizzata dallo stesso Enzo Ferrari. E’ proprio il Commendatore, infatti, a spingere l’ing. Lampredi a realizzare l’unità a quattro cilindri in linea disposta anteriormente, nella convinzione che, alla luce dell’atteso cambiamento regolamentare di Formula Uno del 1954 (che avrebbe innalzato da 2000 a 2500 cc la cilindrata per i propulsori aspirati), tale architettura avrebbe offerto dei benefici in termini di sfruttabilità.

In effetti i vantaggi attesi per i modelli successivi, progettati per la massima Formula, arridono anche alla “500 F2” che, per via della compatta struttura del blocco e della sua posizione estremamente arretrata, con scatola del cambio posta sotto il sedile del pilota, offre un ottimale centraggio delle masse che ne perfeziona l’equilibrio, esaltandone la guidabilità. La cilindrata del propulsore che spinge la splendida monoposto è di 1985 cc, ottenuta con un alesaggio di 90 mm e una corsa di 78 mm; le valvole sono due per cilindro, azionate da una distribuzione di tipo bialbero a camme in testa. La potenza sviluppata, inizialmente pari a 165 cv a 7000 giri/min, viene elevata negli step successivi a 185 cv, ottenuti al regime di 7500 giri/min.

Il cambio è a 4 rapporti non sincronizzati più RM, montato in blocco col differenziale ZF, di tipo autobloccante; la frizione è a dischi multipli. Il telaio è a longheroni con traverse, mentre le sospensioni a balestre trasversali hanno la classica architettura a ruote indipendenti sull’asse anteriore e a schema De Dion sull’assale posteriore. I freni sono a tamburo sulle quattro ruote e la loro sollecitazione viene limitata da un peso contenuto in appena 560 Kg, grazie anche alla leggera carrozzeria in alluminio. Il serbatoio è di 150 litri. Fra i piloti che conducono in gara la Ferrari “500”, oltre al già citato Ascari, anche Farina, Taruffi e Villoresi.

Foto | Ferrari.com

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