Ferrari: il successo di Andretti ed Ickx a Watkins Glen nel 1972

La Ferrari 312 PB è una macchina dal palmares brillante. Moltissimi i successi guadagnati da questa creatura del “cavallino rampante”. Oggi ne mettiamo a fuoco uno.

Ferrari 312PB in action

Per la ricorrenza delle date celebriamo il ricordo della vittoria raccolta dalla Ferrari 312 PB alla 6 Ore di Watkins Glen del 1972. Quel sigillo giunse in una stagione strepitosa per la “rossa” di Maranello, che fece piazza pulita degli avversari.

Gli onori della gloria, sulla pista statunitense nello stato di New York, all'estremità meridionale del lago Seneca, andarono all’idolo di casa Mario Andretti, in coppia con Jackie Ickx.

Leggi anche: GP Germania F1 2014, le foto più belle

Evidente la supremazia del “cavallino rampante” in quella sfida. Ecco come il sito ufficiale della Ferrari racconta la corsa:

Il 22 luglio 1972 si correva a Watkins Glen l’omonima Sei Ore, ultima prova del campionato mondiale Marche. La Scuderia Ferrari iscrisse alla gara tre 312 PB: la numero 85 per lo statunitense Mario Andretti e il belga Jacky Ickx, la numero 86 per lo svedese Ronnie Peterson e l’australiano Tim Schenken e la numero 87 per il britannico Brian Redman e l’italiano Arturo Merzario.

La gara fu un affare riservato alle “rosse”. Le 312 PB di Andretti-Ickx e Peterson-Schenken combatterono per tutta la durata della corsa giungendo al termine della Sei Ore staccate di appena 14 secondi, a vantaggio della coppia belga-statunitense. La Ferrari oltre alla gara vinse anche il titolo.

Scopriamo più da vicino la 312 PB

E’ una “rossa” di grande fascino sportivo, che vanta un palmares di primissimo piano. Il suo cuore a dodici cilindri proviene dalle monoposto di Formula 1. Il rombo celestiale che ne accompagna le danze lo testimonia chiaramente.

Ampio il ricorso alle soluzioni tecniche sperimentate sui bolidi a ruote scoperte. La 312 PB è una vettura decisa e tagliente, densa di nobile romanticismo. La sua grinta esaltava i tifosi di tutto il mondo.

Oggi incanta appassionati e collezionisti, che se la contendono a suon di rilanci milionari. Spinta da 450 cavalli rabbiosi, sfoggia delle performance superlative che, ai suoi tempi, mortificavano le aspirazioni dei poveri avversari.

Il baricentro basso (agevolato dal motore boxer) e l’ottima distribuzione delle masse ga-rantiscono una dinamica eccellente. I risultati conseguiti sono la chiara dimostrazione della bontà delle scelte tecniche.

Nel 1972 si aggiudica tutte le gare alle quali partecipa. Dodici vittorie su 12 prove disputate, 10 delle quali valide per il Mondiale. Per la Casa del “cavallino rampante” conseguire un altro Trofeo Costruttori è una semplice formalità.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail