F1, Ricciardo non vive l'ardente desiderio di correre in Ferrari

In Formula 1 la possibilità di correre per la Ferrari verrebbe presa al volo da quasi tutti i piloti, ma qualcuno non vive la scena in questo modo.

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A dispetto delle origini italiani, Daniel Ricciardo non ha il grande sogno di correre per la Ferrari. Lui insiste nel dire che è più felice alla Red Bull. Forse nelle sue parole pesa lo stato di forma attuale delle “rosse”, ma rispetto alle Mercedes neanche le “lattine volanti” possono gioire.

Il pilota australiano, in un’intervista alla Gazzetta dello Sport, ha fatto capire di non vivere una passione ardente per il “cavallino rampante”. Ecco le sue parole, riprese da F1 Times: “Sicuramente alcuni colleghi hanno il sogno di approdare a Maranello, ma penso sia legato al fatto che i loro genitori hanno amato la Ferrari per la sua storia e per il patrimonio culturale”. Può darsi che Ricciardo cambi parere in futuro.

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In F1 la Ferrari è il punto di riferimento, a prescindere dalla collocazione nell’altalena prestazionale. Come in uno spettacolo teatrale la presenza di un grande attore eleva la qualità della performance offerta al pubblico, così nel mondo dei Gran Premi l'avere in griglia di partenza nomi importanti come il suo migliora il giovamento emotivo per gli appassionati, che possono gustare un supplemento di contenuti, in termini di spessore sportivo e sensoriale.

Superfluo sottolineare come l'assenza dei bolidi del "cavallino rampante" renderebbe molto più povera la griglia di partenza, indebolendo in modo marcato l'appeal della serie, che si lega in modo intimo alla partecipazione delle "rosse", la cui fama non conosce confini, scatenando entusiasmi in ogni angolo del mondo.

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Le monoposto di Maranello hanno un fascino speciale, anche quando non vincono. Averle in pista è un'assicurazione sulla vita per l'universo dorato del Circus, che non potrebbe compensare con nessun investimento promozionale l'eventuale assenza dei bolidi emiliani.

Ecco perché nessuno può ipotizzare una Formula 1 senza Ferrari, che equivarrebbe a un contenitore privo di anima e di storia, pur in presenza di altre scuderie che hanno svolto un ruolo importante nell'enciclopedia del Circus.

Non è un discorso soggettivo, anche se potrebbe sembrarlo. Nessuno può mettere in dubbio il valore aggiunto delle "rosse", a prescindere dalla fede sportiva personale. Nessun marchio del mondo dei Gran Premi vanta, infatti, le credenziali e il potere di richiamo dei gioielli di Maranello, anche se Ricciardo esprime freddezza verso il suo potere di richiamo.

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