F1, Briatore: "Ci hanno ricattato, possiamo dimostrarlo"

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Flavio Briatore è molto arrabbiato per l'atteggiamento di Nelson Piquet junior e senior, che accusano lui e la Renault di aver ordito l'incidente del brasiliano a Singapore per agevolare la rimonta di Fernando Alonso. Il manager piemontese non ci sta a passare per il cattivo della Formula 1 che, pur di vincere, sarebbe disposto a mettere in atto dei piani poco limpidi.

Anzi, Briatore fa della chiarezza e dell'onestà due dei suoi cavalli di battaglia. Per tale motivo, insieme al team, ha avviato un'azione legale contro l'ex pilota e suo padre: "Li abbiamo denunciati sul piano penale, perchè siamo stati ricattati. Possiamo dimostrarlo, ne abbiamo le prove". Ad avviso del geometra cuneese, infatti, le cose sono andate in modo diverso da come insinuato.

Dice Briatore: "Non abbiamo organizzato nessun incidente a Singapore, quello che è stato detto è molto grave. Quando a luglio abbiamo sentito le illazioni su questa vicenda ho subito scritto a Nelson Piquet senior. Non abbiamo mai avuto nulla da nascondere. Confidiamo nel giudizio imparziale della Fia, abbiamo prove evidenti che porteremo al consiglio. Noi siamo molto tranquilli per quello che abbiamo fatto".

Non manca qualche stoccata ai giornalisti che, fino ad oggi, si sono spesso fidati della sola versione dei Piquet, emettendo sentenze troppo precipitose: "Mi ha sorpreso il clamore che c'è stato in questi giorni su una cosa che si doveva mantenere nei limiti della segretezza. Noi abbiamo rispettato quello che la federazione ci ha chiesto. Invece quello che è uscito ci rende subito colpevoli perché c'è solo una parte della storia. E' imbarazzante. Mette alla gogna un team che è convinto di non aver sbagliato nulla. Ci sono 700 persone che lavorano con grande rispetto. E' una cosa indegna".

Briatore preferisce non approfondire l'ipotesi di una eventuale vendetta nei suoi confronti per gli atteggiamenti critici verso la gestione del Circus, che si è fatta largo nel paddock: "Non dico niente, sono gli altri che devono giudicarlo. Noi eravamo gli unici a non avere interesse a fare arrivare sulla stampa certe cose. Io nel mirino? In Formula 1 ti puoi sempre sentire sotto tiro quando cerchi di fare delle cose che possono migliorare il futuro di questo sport. La mia preoccupazione non è su di me. E' sulla gente del team che non merita di essere trattata in un simile modo".

Dal canto suo Nelsinho ribadisce le accuse: "In merito all'inchiesta attuale della Fia, confermo di aver cooperato pienamente e onestamente con le autorità sportive. Non ho nulla da temere da parte della Renault o di Briatore perché dico la verità". Poi aggiunge: "Sono consapevole del loro potere, della loro influenza e delle risorse che sono a loro disposizione, ma non sarò ancora vittima di una decisione che potrei prendere e rimpiangere in seguito. Non farò più alcun commento fino all'udienza del 21 settembre".

Via | Eurosport.com

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