La Federazione aggiorna il Virtual Safety Car. Sarà introdotto in Brasile

Il GP del Brasile sancirà l'esordio del rinnovato sistema VSC. Cambiano tre parametri fondamentali, così da renderlo ancor più efficace.

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Le critiche ed i suggerimenti forniti dai piloti hanno spinto i tecnici della Federazione ad introdurre alcuni correttivi al sistema Virtual Safety Car, collaudato durante le prove libere del GP degli Stati Uniti e montato in forma evoluta sul circuito di Interlagos. Il VSC serve per limitare la velocità delle monoposto quando la safety car non è in pista. Utilizza un sistema di ausilio e fornisce indicazioni visive o sonore, che il pilota deve obbligatoriamente rispettare al fine di viaggiare circa un terzo più lento rispetto ai tempi tradizionali.

I giudizi non sono al momento univoci: alcuni piloti (come Sebastian Vettel) ne hanno parlato in maniera positiva, mentre altri (come Romain Grosjean) lo hanno definito non ancora intuitivo. Il VSC attivo ad Interlagos prevede tre novità sostanziali. Innanzitutto aumenta da 50 a 200 metri la zona in cui sarà rilevata la velocità, mentre aumenterà a 10 secondi il tempo a disposizione dei piloti per adeguare la velocità di crociera a quella suggerita. I piloti riceveranno inoltre un avviso acustico dieci secondi prima che torni ad essere sventolata la bandiera verde.

L’esperimento comunque può definirsi riuscito. Fernando Alonso aveva già plaudito alla bontà dell’idea, sottolineando però come il meccanismo andasse leggermente modificato. Rob Smedley, performance chief della scuderia Williams, ha espresso anch’egli parere favorevole e sottolinea come “l’aspetto più incoraggiante sta nel fatto che un sistema del tutto nuovo abbia raccolto tanti commenti positivi. Alcuni dettagli vanno ancora modificati”, ma il meccanismo è stato in genere promosso.

Ad Austin ha debuttato il Virtual Safety Car

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I tecnici della FIA hanno sfruttato il Gran Premio degli Stati Uniti per collaudare un sistema utile per aumentare la sicurezza dei piloti. Si chiama Virtual Safety Car (VSC) e servirà per rallentare le monoposto anche in assenza della safety car, per mezzo di alcune indicazioni riportate sul volante: in questo modo ciascun pilota capirà quando accelerare e quando rallentare, così da mantenersi nel tempo e nella velocità prescritta.

Obiettivo della Federazione è obbligare i piloti a rispettare una certa andatura, del 35% inferiore rispetto a quella normale. I piloti hanno valutato il VSC sul finire delle prime due sessioni di prove libere, e quasi tutti lo hanno giudicato in maniera positiva. Sebastian Vettel ritiene che il sistema “abbia ancora bisogno di qualche affinamento, ma funziona”. Romain Grosjean ha invece espresso le difficoltà nel viaggiare secondo il ritmo che viene imposto.

Ho trovato molto difficile capire quando aumentare il gap – riporta Autosport –. Il delta di tempo oscilla fra + 9 decimi, - 6 decimi, + 3 decimi, poi di nuovo - 2 decimi. Ho provato il VSC solo nell’FP2, quindi non ho accumulato troppa esperienza. Ad ora però lo trovo ancora complicato”. Il suo compagno di scuderia, Pastor Maldonado, si è invece mostrato più a suo agio. “Devi seguire le indicazioni sullo schermo quando devi accelerare, mentre in caso opposto ricevi un segnale acustico. Io ho trovato il tutto molto semplice”.

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