Video sulla Targa Florio 1971: emozioni dei tempi d'oro

Ogni tanto fare un tuffo nel passato fa bene allo spirito, regalando emozioni dei tempi romantici, dal sapore unico.

Il video odierno ci fa respirare alcune atmosfere della Targa Florio 1971, vinta da Nino Vaccarella su Alfa Romeo 33/3. Questo modello fece il suo debutto in gara alla 12 Ore di Sebring del 1969, giovandosi della spinta di un motore V8 di 3 litri con 425 cavalli all’attivo. Sue rivali dell’epoca erano la Ferrari 312 P e la Porsche 908. L’Alfa Romeo giunse terza in quella stagione agonistica.

Anche nel 1970 dovette cedere al primato sportivo della Porsche 917 e della Ferrari 512, ma con buoni piazzamenti, a sigillo del suo valore. Questo emerse meglio l’anno successivo, quando gli interventi evolutivi migliorarono la grinta del modello, divenuto anche più potente. I risultati brillanti non mancarono, come il successo alla Targa Florio con Nino Vaccarella e Toine Hezemans e alla 1000 km di Brands Hatch con Andrea de Adamich ed Henri Pescarolo.

L’impresa compiuta nella sfida siciliana fu abbracciata da un pubblico caloroso, stretto all’idolo di casa Vaccarella. Il “Preside Volante” è stato un "pilota di temperamento" che "ha conseguito grandi vittorie", secondo Enzo Ferrari. Questo autorevole ritratto, denso di ammirazione, rende chiaro il suo spessore. Ecco il suo profilo:

Appassionato d'auto fin da ragazzino, inizia a correre alla fine del 1956 con la Fiat 1100 del padre, esordendo alla salita Passo di Rigano-Bellolampo, dove ottiene il quinto posto di classe. Nel 1957 acquista una Lancia Aurelia 2500, con la quale si mette ripetutamente in luce.

Dopo le prime vittorie fra le Gran Turismo passa, nel 1959, alla categoria Sport, gareggiando con una Maserati barchetta due litri. Con la vettura del "tridente" si pone con forza al centro dell'atten-zione, per gli eccellenti risultati conseguiti. La stampa specializzata celebra con enfasi le sue eroiche gesta!

Nel 1960, con la Maserati Birdcage, disputa la Targa Florio insieme a Maglioli. Durante il suo turno di guida riesce a guadagnare la testa della classifica, con margine abbondante sugli inseguitori. Uno stupido inconveniente al serbatoio ferma però la sua cavalcata. Nel corso della stagione non mancheranno vittoriose partecipazioni ad altre sfide.

Viene arruolato nel 1961 dalla Scuderia Serenissima del conte Volpi, che dispone di un vasto as-sortimento di bolidi di diverse categorie. Con essi corre nei circuiti più in voga, ottenendo lodevoli risultati. Il contratto sottoscritto col nobiluomo veneto gli impedisce di aderire al reclutamento Ferrari che, nel 1962, lo tenta fortemente. Vaccarella, da persona perbene, non se la sente di voltare le spalle a chi gli ha accordato fiducia e declina elegantemente l'offerta.

Il Commendatore ammira la sua lealtà e continua a tenerlo d'occhio. L'atteso matrimonio è solo rinviato! Nel 1963 entra a far parte del team di Maranello, con le cui vetture raccoglierà prestigiosi risultati. E' l'inizio del periodo d'oro del "Preside Volante" che, con la P2, vince la 1000 km del Nur-burgring e la 24 Ore di Le Mans del 1964. Nella stessa stagione conquista la Coppa Intereuropa di Monza, al volante di una 250 LM. Ma il trionfo più atteso arriva nel 1965, quando in coppia con Bandini, sulla 275 P2, si aggiudica l'amata Targa Florio.

Nella gara di casa stabilisce anche il nuovo record sul giro. Per lui è un momento di gloria. Nel cor-so dell'anno debutta con la Ferrari al Gran Premio d'Italia di Formula Uno dove, prima dell'abban-dono, naviga in sesta posizione. Notevoli i risultati conseguiti nel 1967, turbati dalla sfortunata par-tecipazione alla Targa Florio, con la 330 P4, che crea in lui profondo disappunto. Davanti al suo pubblico è infatti costretto al ritiro quando conduce le danze a un ritmo impossibile per gli avversari.

L'anno successivo viene reclutato dall'Alfa, ottenendo piazzamenti di grande rilievo. Nel 1970 rientra in Ferrari, dove corre con la 512 S. Con questa vettura vince l'impegnativa 12 Ore di Sebring. Torna vittorioso alla Targa Florio del 1971, al volante dell'Alfa Romeo 33. Con l'evoluzione TT12 di questo modello, nel 1975, si aggiudica ancora la prova di casa.

Abbandona le corse proprio alla fine di quella stagione, dopo quasi un ventennio di attività agonistica. Il suo nome è strettamente legato a quello della mitica sfida isolana, considerata come una delle più belle e impegnative gare stradali di tutti i tempi. In Sicilia avrebbe potuto vincere molte più volte, ma la sfortuna non lo ha consentito. Memorabili i tributi d'affetto nei suoi confronti, fissati con invidia dagli altri piloti!

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