Ferrari, è ufficiale il cambio: via Mattiacci, ecco Arrivabene

Il presidente Marchionne spiega l'ennesima rivoluzione: "Abbiamo bisogno di una persona che conosca bene la Formula 1"

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Le indiscrezioni dei giorni scorsi ora hanno preso i crismi dell’ufficialità: c’è il nuovo cambio al vertice della Gestione Sportiva Ferrari. Dopo pochi mesi è finita l’avventura di Marco Mattiacci a capo della scuderia del Cavallino ed il suo posto viene preso da Maurizio Arrivabene. L’annuncio è stato dato dalla casa di Maranello, attraverso un comunicato ufficiale e le parole del presidente Sergio Marchionne: “Abbiamo bisogno di una persona che conosca a fondo non solo la Ferrari ma anche i meccanismi di governance e i bisogni di questo sport”.

E Arrivabene lo è, visto che fa attivamente parte del circus dal 2010, quando è diventato membro della F1 Commission, in rappresentanza di tutte le aziende sponsor: “Ha un patrimonio di conoscenze unico – prosegue il n° 1 del Cavallino – ed ha ben chiaro le sfide che ci attendono”. Cioè quella di riportare la Ferrari ai vertici della Formula 1, dopo un anno disastroso e la grande rivoluzione messa in atto, con gli addii di Domenicali, Montezemolo, Alonso ed ora Mattiacci e gli arrivi di Marchionne, Vettel e Arrivabene.

Il saluto a Mattiacci si consuma in una riga di commiato, con i classici ringraziamenti e gli “auguri al meglio per le sfide future”, ed arriva dopo pochi mesi dal suo insediamento. Era il 14 aprile scorso, quando Stefano Domenicali rassegnava a sorpresa le dimissioni e veniva nominato team principal al suo posto. Questi sette mesi non hanno portato risultati in pista (ma era difficile attenderli, vista la base di partenza) e, soprattutto, non hanno convinto il nuovo presidente, che ha deciso di mettere un “suo uomo” al vertice della GES.

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Arrivabene in Ferrari: le indiscrezioni

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L’avventura in Ferrari di Marco Mattiacci sarebbe in procinto di concludersi. Lo rivela un articolo pubblicato qualche ora fa sulla Bild, nel quale viene ipotizzato un avvicendamento fra l’ex amministratore delegato di Ferrari Nord America e Maurizio Arrivabene, 47enne bresciano, in passato vicepresidente di Phillips Morris International e numero uno di Marlboro Italia.

Il magazine tedesco non rivela il perché dell’avvicendamento, ma parla del possibile malcontento nutrito da Sergio Marchionne nei confronti dell’operato di Mattiacci. Il manager romano è subentrato a Stefano Domenicali lo scorso 14 aprile e da allora ricopre la posizione di team principal della Scuderia. Ferrari ha smentito la fondatezza di queste indiscrezioni. D’ogni modo Repubblica trova un nesso fra i mormorii e le parole di Andrea Agnelli, che negli scorsi giorni aveva lanciato un duro (ma non circo stazionato) j’accuse.

C'è ancora una gara per chiudere la stagione – commentava il presidente della Juventus, società di cui Arrivabene è membro del cda –, poi sono sicuro che Marchionne e chi avrà la gestione sportiva della squadra abbiano ben chiaro il percorso per riportare in alto la Ferrari nel mondo". Arrivabene sarebbe il regista dell’operazione che nel 1996 portò Marlboro da McLaren al Cavallino. Il sito Sport Business Academy fornisce questa biografia.

Nato a Brescia il 7/3/1957, dopo la Maturità tecnica , frequenta la Facoltà di Architettura di Venezia, dove non completa gli studi. Dopo varie esperienze in Italia e all'estero nell'ambito delle promozioni, nel 1997 Maurizio Arrivabene viene assunto in Philip Morris a Losanna con la funzione di Manager Event Marketing. Nel 2007 assume la posizione di Vice President Marlboro Global Communication e Promotions.

Dal 2010 fa parte della F1 Commission in rappresentanza degli sponsor della F1. Nel 2011, sempre per Philip Morris International, ha ruolo di Vice President Consumers Channel Strategy and Motosport Activities con l'incarico di sviluppare su scala globale le Strategie relative al Corporate brands Portfolio con riferimento alle piattaforme e ai programmi rivolti ai consumatori e al trade, continuando ad essere responsabile dei programmi e delle attività Motosport. Dal 2012 fa parte, in veste di consigliere, del CdA di Juventus F.C.

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