Ferrari, alla scoperta della F1 virtuale

Stabilimento Ferrari

Nella Formula 1 prossima ventura l'utilizzo delle tecniche di simulazione sarà sempre più cruciale e così, dopo diversi anni di collaborazione con il Centro Ricerche Fiat, la Ferrari ha scelto di fare un passo molto importante scegliendo di costruirsi un simulatore plasmato sulle sue specifiche necessità, che la pone all'avanguardia in questo settore. Per capirne di più è molto importante leggere l'intervista a Marco Fainello, responsabile Prestazioni Veicolo e del progetto del simulatore.

Puoi descriverci in che cosa consiste questo oggetto?

"Sostanzialmente si tratta di un abitacolo di una monoposto intorno al quale viene visualizzato lo scenario che il pilota vedrebbe se fosse realmente alla guida di una macchina reale, inclusa la visione offerta dagli specchietti retrovisori. L'abitacolo, dotato dello stesso sistema di comandi (pedaliera, volante e altri) usato in pista è montato su una piattaforma che, tramite l'impiego di attuatori controllati elettronicamente, consente di riprodurre qualsiasi movimento in tutte le direzioni, ricostruendo in questo modo parte delle sensazioni percepite dal pilota. E' impossibile ricostruire esattamente tutti i movimenti della vettura reale perché servirebbe uno spazio grande come una pista vera: vengono quindi utilizzate tecniche per selezionare e ricostruire alcuni dei movimenti in maniera compatibile con lo spazio disponibile e, al tempo stesso, utile per permettere al pilota di sentire alcune di quelle sensazioni che proverebbe in pista".

Che cosa vede il pilota quando è dentro l'abitacolo?

"La pista viene replicata da computer dedicati che utilizzano una ricostruzione fedele fatta in 3D, comprensiva degli oggetti posizionati ai lati del tracciato e sullo sfondo, delle tracce sull'asfalto, delle caratteristiche dei cordoli, delle sconnessioni del manto stradale. Inoltre abbiamo immagazzinato i dati relativi alla posizione del sole e alle ombre che si generano e possiamo modificare alcuni parametri esterni come le temperature dell'aria e dell'asfalto e la direzione e l'intensità del vento".

Qual è il reale scopo di un simulatore? Un simulatore può sostituire integralmente lo sviluppo in pista?

"Nessun simulatore di guida è in grado di riprodurre le reali sensazioni che si hanno quando si guida una vettura; la sensibilità degli esseri umani e, in particolare, di piloti esperti come quelli di Formula 1, è troppo elevata per poter far credere di viaggiare in una vettura su un percorso non rettilineo mentre si è seduti in una stanza. Tuttavia, i simulatori sono in grado di fornire delle sensazioni (visive, di forza, di movimento, vibrazioni, rumori) per alcuni aspetti identiche, per altri simili o in alcuni casi diverse ma riportabili a quelle reali. In questo modo è possibile guidare un modello numerico di veicolo ottenendo delle sensazioni riconducibili a quelle reali. Con una buona dose di esperienza da parte del pilota e dei tecnici che devono analizzare i risultati è possibile trarre da un test al simulatore utili indicazioni sullo sviluppo della vettura e su come il pilota riesce ad interagire con il comportamento e i comandi del veicolo. Tutto questo si può raggiungere con il vantaggio di poter fare qualsiasi prova in tutta sicurezza, azzerando i costi di logistica e consumo di materiali, guadagnando tempo e senza essere vincolati dalle condizioni ambientali che, anzi, possono impostate e mantenute a proprio piacimento. Infine, il simulatore riduce, a parità di risultati, l'impatto ambientale di un test reale consumando molta meno energia di quella che si sarebbe utilizzata se lo stesso lavoro fosse stato fatto in pista".

Si può quindi dire che il simulatore può sostituire integralmente lo sviluppo in pista?

"Di certo i simulatori di guida non possono sostituire i reali test in pista, ma come molti altri strumenti di calcolo e banchi (di fatto, questo oggetto è un misto tra un banco ed uno strumento di calcolo) può contribuire a migliorare il processo di progettazione e sviluppo di nuove soluzioni da implementare sulle vetture, riducendone costi e tempi".

Via | Ferrari Press

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