Video del giro record della Gumpert Apollo al Nurburgring

In ambito automobilistico si assiste da anni a due tendenze diametralmente opposte: da un lato cresce la concentrazione dei gruppi produttivi, per sfruttare i vantaggi connessi alle sinergie; dall’altro proliferano le piccole factory, per appagare il desiderio di distinzione tipico delle nicchie di mercato.

Gli esempi più rappresentativi di quest’ultima ondata si registrano nel segmento delle supercar, dove gli assemblatori fioriscono come le rose in primavera. Molti di loro restano nell’anonimato, mentre altri guadagnano le luci dei riflettori, grazie a modelli ben concepiti.

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E’ il caso di Gumpert che, con la sua Apollo, ha conquistato una certa fetta di notorietà. Il merito è del fondatore, l’ingegnere tedesco Roland, i cui trascorsi in Audi Sport gli hanno permesso di installare sulla vettura un V8 di Ingolstadt da 4.2 litri, adeguatamente vitaminizzato da due turbine.

Quanto basta per spingere la potenza fino ai 650 cavalli (con 850 Nm di coppia) e garantire prestazioni da brivido. I dati dichiarati parlano di una velocità di punta di 360 Km/h e di un passaggio da 0 a 100 in tre secondi netti. Dopo altri 5,9 secondi si viaggia al doppio.

Simili performance sono agevolate dal peso inferiore ai 1.200 kg, che consente scatti da primato. Il telaio dell’auto, partorita in joint venture con il tuner tedesco MTM, è in traliccio di tubi in acciaio al cromo-molibdeno, con monoblocco in fibra di carbonio, per garantire un alto standard di sicurezza attiva e passiva.

Le forme sono molto decise, ma la grinta espressiva dell’apparato muscolare pregiudica l’eleganza della carrozzeria in vetroresina e materiali compositi. Buoni i livelli di carico aerodinamico conseguiti dai progettisti, che crescono ulteriormente nelle varianti Sport (700 cavalli) e Race (800 cavalli), adatta solo per la pista.

La prima delle due, condotta da Florian Gruberm, ha girato in 7'11"57 al Nurburgring, segnando il nuovo record per vetture di serie nell'inferno verde. Il tempo nasce da una misurazione indipendente della rivista SportAuto. A voi il video dell'impresa.

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