Il Mugello Circuit ha scritto l’ultimo capitolo della stagione 2026 della Porsche Carrera Cup Italia, e lo ha fatto nel modo più spettacolare — e controverso — possibile. Andrea Bristot, 25 anni, bellunese, pilota Dinamic Motorsport, ha conquistato il titolo assoluto vincendo gara 1 del finale al Mugello, ma la sua vittoria è finita immediatamente sotto investigazione della FIA per una partenza contestata. Un finale che ha tenuto il paddock con il fiato sospeso, con il destino del campionato appeso a un verdetto sportivo.
Il duello tra Bristot e Delli Guanti: la Carrera Cup Italia al Mugello si decide in curva uno
Per capire la tensione di questo finale, bisogna partire dalle qualifiche. Pietro Delli Guanti, 22 anni, pugliese, in forza al Team Q8 Hi Perform, ha piazzato un giro da record assoluto per la 911 GT3 Cup al Mugello: 1’48″731, un tempo che ha riscritto i riferimenti del circuito toscano per questa categoria. Partire dalla pole con quel margine psicologico era un segnale chiaro: Delli Guanti voleva il titolo, e aveva i mezzi per giocarselo fino in fondo.
Ma Bristot non è tipo da aspettare. Allo spegnimento dei semafori di gara 1, il pilota bellunese ha attaccato immediatamente, superando Delli Guanti e prendendo la testa della corsa prima ancora che il gruppo si assestasse. È proprio questa manovra di partenza ad aver scatenato il caos regolamentare: la direzione di gara ha avviato un’investigazione FIA sull’episodio, mettendo in dubbio la regolarità della vittoria e, di conseguenza, del titolo.
Bandiera rossa e investigazione: il caos regolamentare che ha scosso il paddock
Gara 1 non è andata a termine senza ulteriori colpi di scena. La direzione di gara ha esposto la bandiera rossa, interrompendo la corsa prima della sua conclusione naturale. Trenta piloti in pista, un finale di campionato in bilico, e una procedura di investigazione aperta: il Mugello ha offerto tutto ciò che un appassionato potrebbe desiderare, nel bene e nel male.
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L’investigazione FIA riguarda specificatamente la vittoria di Bristot in gara 1. La natura precisa dell’infrazione contestata non è stata dettagliata nei documenti ufficiali disponibili al momento della pubblicazione di questo articolo — e sarebbe scorretto speculare sulla dinamica esatta. Quello che è certo è che l’esito dell’investigazione aveva il potere di rimescolare completamente le carte del campionato, con Delli Guanti pronto a beneficiare di un’eventuale penalità al rivale.
Questo tipo di situazione — vittoria sotto investigazione con il titolo in palio — è tra le più complesse da gestire nel motorsport. Gli steward devono bilanciare la lettera del regolamento con il contesto della manovra, valutando se l’azione sia stata intenzionale, se abbia comportato un vantaggio irregolare e se la penalità proporzionale sia applicabile. Un processo che richiede tempo e documentazione precisa, telemetria inclusa.
Bristot vince anche gara 2: il titolo è suo
Mentre l’investigazione seguiva il suo corso, Bristot è tornato in pista per gara 2 — il round 12 del campionato — e ha vinto anche quella. Una doppietta al Mugello che, indipendentemente dall’esito della procedura su gara 1, ha consolidato la sua posizione in classifica generale. Il pilota della Dinamic Motorsport ha dimostrato una consistenza straordinaria lungo tutto il fine settimana toscano, confermando di meritare il titolo 2026 della Carrera Cup Italia al Mugello sul piano della prestazione pura.
La vittoria in gara 2 è un dato importante anche sul piano sportivo: significa che Bristot ha saputo gestire la pressione dell’investigazione in corso, non perdendo la concentrazione e tornando a produrre il risultato massimo. A 25 anni, con una stagione del genere alle spalle, il pilota veneto si afferma come uno dei nomi più credibili del panorama del motorsport italiano in monotipi Porsche.
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Un campionato da 30 protagonisti: il contesto della stagione 2026
Il finale al Mugello Circuit, con il suo round 11 e round 12, ha visto la partecipazione di 30 piloti, un numero che testimonia la salute della Porsche Carrera Cup Italia come campionato monomarca. La serie, che utilizza esclusivamente la 911 GT3 Cup, è da anni uno dei laboratori più competitivi per i piloti GT italiani, con un livello tecnico e agonistico che non ha nulla da invidiare ad altri campionati europei di categoria.
Il confronto tra Bristot e Delli Guanti ha rappresentato il filo conduttore della stagione: un veterano del campionato contro un talento emergente di 22 anni che ha già dimostrato di poter girare in tempi da record su uno dei circuiti più esigenti d’Italia. Il tempo di 1’48″731 siglato da Delli Guanti in qualifica al Mugello — nuovo record per la 911 GT3 Cup sul tracciato toscano — è un biglietto da visita che il pilota pugliese porta con sé verso il futuro.
Per approfondire i dettagli ufficiali del campionato e i risultati del finale, il riferimento primario resta il Porsche Newsroom Italia, dove sono disponibili le informazioni ufficiali sulla stagione 2026.
Alla fine, il Mugello ha consegnato a Bristot e alla Dinamic Motorsport un titolo guadagnato con le unghie e con i denti — in pista e fuori. La doppia vittoria nel round conclusivo, il duello con un Delli Guanti capace di stabilire record assoluti, e la gestione di un’investigazione post-gara che avrebbe potuto ribaltare tutto: questa è la storia del campione 2026 della Porsche Carrera Cup Italia.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
Andrea Bristot vince il titolo della Porsche Carrera Cup Italia al Mugello Circuit in gara 1, ma la vittoria finisce sotto investigazione FIA per una partenza controversa






