Ad Austin, Texas, il sabato delle qualifiche per il Gran Premio degli Stati Uniti 2026 ha riservato un colpo di scena di quelli che rimangono impressi: Kimi Antonelli, 20 anni, leader del campionato mondiale, ha strappato la pole position al Circuit of the Americas con un giro da 1:34.035, battendo Max Verstappen di soli 0.179 secondi e mandando in archivio le ambizioni ferrariste nonostante Charles Leclerc e Lewis Hamilton avessero dominato tutte e tre le sessioni di prove libere. Le qualifiche F1 Austin con Antonelli protagonista assoluto raccontano una storia di ribaltoni, di pressione gestita alla perfezione e di una Ferrari che, quando contava davvero, non ha trovato il passo decisivo.
Il giro perfetto di Antonelli: settima pole stagionale
C’è qualcosa di sistematico nel modo in cui Kimi Antonelli riesce a elevare il proprio livello nel momento cruciale del sabato. Al COTA, su un tracciato tecnico e fisicamente esigente — con le sue 20 curve, le variazioni di quota nella sezione iniziale e il lungo rettilineo del traguardo — il pilota Mercedes ha assemblato un giro che non lasciava margini agli avversari. Il crono di 1:34.035 è bastato a costruire un margine di 0.179 secondi su Verstappen, che non è cifra trascurabile in un Q3 dove i migliori si giocano la prima fila in pochi millesimi.
Si tratta della settima pole position della stagione 2026 per Antonelli: un dato che fotografa con precisione la continuità della Mercedes sul giro secco. La pole ha un peso specifico ancora maggiore in chiave iridata: il giovane pilota bolognese guida la classifica mondiale e, con la vittoria domenicale accompagnata dai giusti risultati degli inseguitori, potrebbe conquistare il titolo iridato già nel Gran Premio degli Stati Uniti. A 20 anni. Sul circuito americano più amato dai tifosi. Sarebbe uno di quei momenti che la storia del motorsport non dimentica facilmente.
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Red Bull compatta: Verstappen e Hadjar in prima fila virtuale
Max Verstappen ha risposto con un 1:34.214 che vale la seconda posizione — un risultato solido, costruito su una Red Bull che al COTA ha sempre trovato un assetto efficace nelle curve veloci del secondo settore. Il campione olandese parte dalla prima fila e sa che la domenica, come spesso accade ad Austin, può riservare sorprese strategiche: la gestione delle mescole Pirelli su un asfalto abrasivo e le possibili Safety Car rimescolano regolarmente le carte.
La notizia più interessante in casa Red Bull arriva però dalla terza posizione: Isack Hadjar, con 1:34.250, ha completato una doppietta Red Bull portando la sua vettura a soli 0.016 secondi da Verstappen. Il giovane francese si conferma in crescita costante e aggiunge un risultato di peso alla propria stagione. La seconda fila tutta Red Bull rappresenta uno scenario favorevole per la scuderia di Milton Keynes in ottica gara, con la possibilità di coprire le mosse strategiche di Mercedes in modo coordinato.
Ferrari, la beffa del Q3: Leclerc quarto, Hamilton quinto
Il dato più sorprendente — e più scomodo per la Scuderia Ferrari — è il contrasto netto tra prove libere e qualifiche. Charles Leclerc e Lewis Hamilton avevano firmato i migliori tempi in tutte e tre le sessioni di prove libere del fine settimana, alimentando aspettative concrete per una prima fila rossa. In Q3, però, la SF-26 non ha espresso lo stesso potenziale.
Leclerc si è fermato a 1:34.267, quarto a 0.232 secondi da Antonelli — un distacco che in qualifica equivale a un’eternità . Hamilton ha chiuso quinto con 1:34.311, a 0.276 dalla pole. La terza fila per entrambi i piloti Ferrari è un risultato che la squadra di Maranello non si aspettava alla vigilia del sabato, considerato il ritmo mostrato nelle libere. Le cause precise del calo prestazionale in Q3 non sono state ancora ufficialmente chiarite dalla Scuderia, e sarebbe improprio attribuirlo a cause specifiche in assenza di una comunicazione ufficiale del team.
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Quello che i numeri raccontano è sufficiente: la Ferrari ha perso la pole position nonostante fosse la vettura più veloce nel passo di qualifica nei giorni precedenti. Nella storia del Mondiale, questo tipo di weekend — dove la forma del venerdì e del sabato mattina non si trasferisce nel giro secco della Q3 — è tra i più difficili da metabolizzare per un team e per un pilota.
Antonelli e il titolo: la matematica della domenica ad Austin
Partire dalla pole position al Circuit of the Americas, con il titolo mondiale a portata di mano, è una combinazione che pochi piloti hanno vissuto nella propria carriera. Antonelli si trova esattamente in quella posizione: guida il campionato, ha la macchina davanti a tutti sulla griglia, e la domenica può diventare la sua domenica definitiva. Le condizioni per la matematica del titolo esistono — vincere e sperare che i risultati degli inseguitori siano favorevoli — ma il COTA è un circuito che raramente regala gare semplici a chi parte davanti.
Le curve paraboliche del primo settore, il muro di curve veloci nel mezzo del tracciato e la gestione dei compound Pirelli su un asfalto che degrada in modo non lineare renderanno la strategia fondamentale quanto la velocità pura. Verstappen e Hadjar in seconda e terza posizione garantiscono a Red Bull la copertura necessaria per provare a complicare i piani di Mercedes. Per Antonelli, che ha già sette pole in stagione, la partenza dalla prima casella resta comunque il punto di partenza migliore possibile.
Ferrari dovrà trovare risposte nella notte tra sabato e domenica: un passo gara superiore rispetto al giro secco potrebbe riaprire una rimonta, ma il gap accumulato in qualifica — con Leclerc quarto e Hamilton quinto — rende il compito oggettivamente più complicato. Austin 2026 si appresta a diventare uno dei Gran Premi più densi di significato dell’intera stagione, con un ventenne italiano che potrebbe scrivere una delle pagine più importanti della sua vita sportiva nel giro di poche ore.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
Kimi Antonelli centra la pole position al Circuit of the Americas con 1:34.035, battendo Max Verstappen. Charles Leclerc quarto, Lewis Hamilton quinto nelle qualifiche F1






