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Gran Premio d’Australia cancellato: il maltempo ferma la MotoGP a Phillip Island

Gran Premio d'Australia cancellato: il maltempo ferma la MotoGP a Phillip IslandIl Gran Premio d'Australia di MotoGP è stato cancellato il 25 ottobre 2026 a Phillip Island a causa di pioggia intensa e visibilità insufficiente per l'elicottero medico.

È uno di quegli epiloghi che nessuno avrebbe voluto scrivere: il Gran Premio d’Australia di MotoGP a Phillip Island è stato cancellato domenica 25 ottobre 2026 a causa di pioggia intensa e visibilità insufficiente. Un addio amaro per un circuito leggendario, davanti a un pubblico a sold out che aveva riempito le tribune sperando in una giornata di grande motorsport — e si è ritrovato a fare i conti con uno dei maltempo più ostici della storia recente del campionato.

Come si è arrivati alla cancellazione del Gran Premio d’Australia MotoGP

La decisione non è arrivata di colpo. La direzione gara ha atteso quanto possibile, posticipando il via di due ore nella speranza che le condizioni migliorassero. Non è andata così. La pioggia battente ha continuato ad abbattersi su Phillip Island e la visibilità è rimasta pericolosamente bassa per tutto l’arco della mattinata. Il fattore determinante, quello che ha reso la cancellazione inevitabile, è stato tecnico e di sicurezza: la scarsa visibilità impediva all’elicottero medico di operare. Senza la copertura dell’elisoccorso, il protocollo di sicurezza della FIM non consente la partenza. Non c’era alternativa.

La cancellazione ha coinvolto tutte e tre le classi: non solo la MotoGP, ma anche Moto2 e Moto3 hanno visto le rispettive gare domenicali annullate. Piloti, meccanici e team di ogni categoria hanno atteso invano nei box, mentre le tribune — gremite di appassionati australiani — assistevano a una giornata che si svuotava di contenuto sportivo ora dopo ora.

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Phillip Island chiude senza l’ultima gara: un addio che brucia

Il tempismo è crudele perché questo non era un Gran Premio qualunque. Il 2026 rappresentava l’ultima edizione della MotoGP a Phillip Island: dal prossimo anno il campionato si sposterà sulle strade di Adelaide, aprendo un capitolo completamente nuovo per il motorsport australiano. Phillip Island, con le sue curve spazzate dal vento sull’oceano, con il rettilineo che porta verso Gardner Straight e la sequenza tecnica finale, non ospiterà più la classe regina delle due ruote.

È difficile sopravvalutare il peso simbolico di questo momento. Phillip Island è stato teatro di gare memorabili per decenni, un circuito che i piloti hanno sempre indicato tra i preferiti per la sua natura pura, quasi brutale. Chiuderlo con un’annullamento per maltempo è una ferita per tutti gli appassionati, australiani e non. Il pubblico a sold out che aveva raggiunto l’isola meritava ben altro finale.

Nonostante tutto, la MotoGP ha voluto comunque rendere omaggio a chi era presente: una parata dei piloti si è tenuta in pista per ringraziare il pubblico, i commissari e tutto lo staff che aveva lavorato per l’evento. Un gesto che non sostituisce la gara, ma che racconta qualcosa di importante sulla comunità che gravita attorno a questo sport. Le immagini della parata, con i piloti che salutavano le tribune sotto la pioggia, hanno avuto una loro intensità emotiva difficile da ignorare.

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Sicurezza prima di tutto: la logica dietro una scelta difficile

C’è sempre chi, davanti a una cancellazione, si chiede se non si potesse fare di più, aspettare ancora, trovare una soluzione alternativa. Nel caso del gran premio Australia MotoGP cancellato di quest’anno, la risposta è netta: il criterio dell’elicottero medico non è discrezionale. Si tratta di un requisito di sicurezza non negoziabile stabilito dalla FIM. Se il mezzo non può alzarsi in volo e raggiungere un punto della pista in tempi utili in caso di incidente grave, la gara non parte. Punto.

È una regola che esiste per una ragione precisa, scritta nel sangue di episodi tragici che il motorsport ha vissuto in passato. Criticare la cancellazione significherebbe mettere in discussione un presidio di sicurezza fondamentale. La direzione gara ha già dimostrato pazienza attendendo due ore: non si poteva fare di più senza compromettere la tutela dei piloti.

Resta la domanda su come il gran premio Australia MotoGP verrà conteggiato ai fini del campionato — una questione che la MotoGP ufficiale dovrà chiarire nelle prossime ore — e su quali conseguenze avrà sull’equilibrio della classifica generale nelle ultime tappe della stagione 2026.

Phillip Island meritava un finale diverso. La MotoGP meritava di salutare questo circuito con una gara vera, combattuta, degna della sua storia. Il maltempo non ha avuto pietà né della leggenda del posto né delle aspettative di chi aveva percorso migliaia di chilometri per esserci. Resta la parata, resta il ricordo di decenni di corse straordinarie, e resta la certezza che Adelaide dovrà portare avanti un’eredità pesante e bellissima.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

Roberto Torcolacci

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