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Verstappen vince ancora al Messico: sesta vittoria in rimonta senza il passo migliore

Verstappen vince senza il passo migliore: la sesta vittoria al Messico in rimontaMax Verstappen vince il GP del Messico 2026 dalla quinta posizione con una rimonta strategica, conquistando la sua sesta vittoria sul circuito Hermanos Rodriguez.

All’Autodromo Hermanos Rodriguez di Città del Messico, il 2 novembre 2026, Max Verstappen ha scritto un’altra pagina della sua storia nel GP del Messico 2026: partito dalla quinta posizione, l’olandese ha rimontato fino alla vittoria, conquistando la sua 74ª affermazione in carriera e la sesta sul circuito messicano — un dominio che non ha precedenti nella storia moderna della Formula 1 su questa pista.

Dalla quinta alla prima: la rimonta che vale oro

Partire da P5 in griglia non è mai la situazione ideale per un pilota che vuole vincere, eppure Verstappen ha trasformato uno svantaggio iniziale in un’opportunità tattica. Al termine del primo giro, il numero 1 Red Bull aveva già guadagnato due posizioni, portandosi in seconda piazza — un segnale immediato che la gara sarebbe stata tutt’altro che ordinaria.

Il momento decisivo è arrivato durante la prima finestra di pit stop: Verstappen ha preso il comando della corsa scavalcando Charles Leclerc, che fino a quel momento aveva guidato il gruppo. Non si è trattato di un sorpasso in pista, ma di una mossa strategica — il tipo di decisione in cui la Red Bull eccelle quando le variabili si moltiplicano. Il risultato finale ha premiato la gestione della gara: vittoria, giro veloce e un ulteriore tassello nella leggenda di Verstappen in terra messicana.

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Verstappen e il GP del Messico 2026: sei vittorie, un record

Sei vittorie sullo stesso circuito: è un numero che parla da solo. Nessun pilota dell’era moderna ha saputo dominare l’Hermanos Rodriguez con questa continuità. La pista di Città del Messico — con il suo lungo rettilineo del Foro Sol, lo stadio che inghiotte la chicane finale e l’altitudine che mette sotto pressione power unit e aerodinamica — sembra fatta su misura per lo stile di guida di Verstappen: aggressivo nelle frenate, preciso nella gestione degli pneumatici, letale nelle soste.

Lo stesso Verstappen, nel post-gara, ha riconosciuto che la Red Bull non era la vettura più veloce in assoluto nel passo gara: secondo quanto riportato da fonti italiane autorevoli come Motorsport.com Italia, il pilota olandese avrebbe ammesso di non avere il ritmo di Leclerc. Un’ammissione che, paradossalmente, rende la vittoria ancora più significativa: vincere senza avere la macchina più rapida è la firma dei campioni.

Lewis Hamilton in pole, Leclerc in testa: la gara che non è andata come previsto

La domenica messicana si era aperta con una prima fila di grande impatto emotivo. Lewis Hamilton aveva conquistato la pole position, confermando che la sua velocità sul giro secco resta intatta anche in questa fase della carriera. In gara, però, le gerarchie si sono rimescolate rapidamente.

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Charles Leclerc ha guidato la corsa per buona parte dei primi stint, mostrando un passo sul lungo periodo superiore a quello di Verstappen. Eppure la strategia ai box ha ribaltato tutto: quando la Red Bull ha chiamato Verstappen ai box nel momento giusto, il ferrarista si è trovato davanti un olandese già in testa — e non ha più recuperato la posizione. È la sottile differenza tra avere il long run pace migliore e vincere effettivamente la gara.

Il giorno di Antonelli: storia italiana in Messico

La vittoria di Verstappen ha condiviso i riflettori con un evento storico per il motorsport mondiale. Kimi Antonelli, a soli 20 anni e 68 giorni, è diventato il campione del mondo di Formula 1 più giovane di sempre — battendo un record che sembrava destinato a resistere a lungo. Per l’Italia, è il momento più importante dagli anni Cinquanta: Antonelli è il primo pilota italiano a vincere il titolo mondiale dal 1953, anno in cui Alberto Ascari conquistò il suo secondo campionato consecutivo.

Una coincidenza storica non da poco: il trionfo di Verstappen e l’incoronazione di Antonelli nello stesso weekend, nello stesso circuito. Due storie parallele che si intrecciano in una domenica destinata a restare negli annali della Formula 1.

Il GP del Messico 2026 lascia dunque un’eredità duplice: la conferma che Verstappen sa vincere anche quando non ha la macchina più veloce, e l’alba di una nuova era italiana nel motorsport mondiale con Antonelli campione. Per la Red Bull, è la dimostrazione che strategia e intelligenza di gara possono ancora fare la differenza in un campionato sempre più competitivo. Per la Ferrari, invece, resta l’amaro di una gara che poteva andare diversamente — e che dovrà essere analizzata con attenzione nelle ultime gare della stagione.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

Roberto Torcolacci

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