Motorsport

Mercedes e McLaren portano novità ad Austin: la battaglia per il secondo posto si accende

Mercedes e McLaren portano novità ad Austin: la battaglia per il secondo posto si accendeImmagine generata con AI

La settimana del Gran Premio degli Stati Uniti ad Austin è entrata nel vivo il 19 ottobre 2026, e già prima che le monoposto scendessero in pista i tecnici di Mercedes e McLaren avevano catturato l’attenzione del paddock: entrambe le squadre arrivano al Circuit of the Americas con pacchetti di sviluppo concreti, pronti a ridisegnare gli equilibri nella lotta per il secondo posto nel Mondiale Costruttori. Chi vuole capire davvero cosa succederà in gara deve prima guardare sotto i cofani — e soprattutto alle ali e ai fondi — di queste due vetture. Gli aggiornamenti di Formula 1 Austin sono al centro del dibattito tecnico di questa settimana.

La nuova ala anteriore Mercedes: un passo verso il 2027

Mercedes porta ad Austin una nuova versione dell’ala anteriore, e la notizia più rilevante non è tanto la novità in sé quanto la sua genesi e il suo significato strategico. Il componente era già stato testato da Antonelli a Singapore — un banco di prova prezioso su un circuito cittadino dalle caratteristiche molto diverse rispetto al COTA — e ha superato la fase di valutazione senza essere bocciato. Il team lo porta quindi ad Austin con la certezza che funzioni, almeno nelle condizioni in cui è stato provato.

Il dettaglio che rende questa ala particolarmente interessante è il suo valore progettuale: secondo le informazioni disponibili, il componente è importante per il programma 2027. Questo significa che Mercedes non sta semplicemente cercando di raccogliere qualche punto in più nelle ultime gare della stagione corrente, ma sta usando Austin come laboratorio per raccogliere dati che alimenteranno lo sviluppo della vettura del prossimo ciclo regolamentare. Una strategia doppia — competitiva nel breve termine, informativa nel lungo — che riflette la complessità delle decisioni tecniche nella Formula 1 moderna.

L’ala anteriore è uno dei componenti più sensibili dell’intera vettura: regola il bilanciamento aerodinamico, influenza il comportamento in frenata e in ingresso curva, e interagisce con il fondo nel generare il carico complessivo. Qualsiasi modifica significativa a questo elemento ha ripercussioni che si propagano lungo tutta la finestra di setup. Il fatto che Mercedes abbia scelto di introdurla in gara — e non soltanto in prova — segnala una fiducia nel componente che va oltre la semplice curiosità ingegneristica.

→ Leggi anche: Ferrari ad Austin: il nuovo fondo aerodinamico per domare la SF-26 di Leclerc e Hamilton

McLaren e gli aggiornamenti al fondo della MCL40

Anche McLaren arriva ad Austin con novità concrete, concentrate sul fondo della MCL40. Gli aggiornamenti introdotti hanno carattere sperimentale e riguardano in particolare le aree legate alla frenata e a nuovi elementi del fondo stesso. Si tratta di un’area critica per qualsiasi monoposto moderna: il fondo è il principale generatore di carico aerodinamico nelle vetture a effetto suolo, e ogni modifica ai suoi bordi, alle sue gallerie o ai suoi deflettori può alterare in modo significativo il comportamento della vettura nelle curve veloci e nel transiente di frenata.

Il circuito di Austin, con le sue curve veloci nel primo settore — in particolare la celebre sequenza dalla Turn 1 alla Turn 9 — e le frenate decise nel terzo settore, rappresenta un banco di prova impegnativo per questo tipo di sviluppo. Il COTA richiede un setup bilanciato tra carico aerodinamico e stabilità in frenata, il che rende le novità al fondo particolarmente significative in questo contesto specifico.

Il carattere sperimentale degli aggiornamenti McLaren è un dato da non sottovalutare: significa che il team è ancora nella fase di raccolta dati su questi componenti, e che i risultati ad Austin serviranno a definire la direzione di sviluppo nelle ultime gare della stagione e oltre.

Ferrari in mezzo al fuoco: l’ultimo upgrade e la difesa del secondo posto

Il contesto in cui arrivano questi aggiornamenti di Formula 1 Austin è definito dalla battaglia nel Mondiale Costruttori. Ferrari si presenta al COTA con quello che viene descritto come il suo ultimo upgrade della stagione, in una fase in cui deve difendere la seconda posizione nella classifica a squadre dalla pressione di McLaren e Red Bull.

→ Leggi anche: Mercedes e l'ala ribaltabile: l'innovazione aerodinamica che ancora non decolla

Questa triangolazione rende ogni punto ancora più prezioso. Mercedes e McLaren non stanno semplicemente sviluppando le loro vetture nel vuoto: ogni decimo guadagnato grazie ai nuovi componenti si traduce potenzialmente in posizioni in gara e in punti che pesano sulla classifica finale. Ferrari, dal canto suo, è costretta a rispondere con le proprie carte — e il fatto che porti il suo upgrade conclusivo proprio ad Austin suggerisce che il team di Maranello consideri questo appuntamento uno dei più delicati del finale di stagione.

Per seguire l’evoluzione tecnica e sportiva di questa settimana in tempo reale, il sito ufficiale di Motorsport.com Italia offre aggiornamenti puntuali da tutte le sessioni del fine settimana.

Cosa osservare nelle prove libere e in qualifica

Con tre squadre che portano novità tecniche nello stesso fine settimana, le prove libere ad Austin assumono un valore analitico superiore alla norma. I dati da tenere d’occhio sono essenzialmente tre:

  • Il comportamento dell’ala Mercedes in ingresso alle curve veloci del primo settore, dove il carico anteriore è determinante per la percorrenza.
  • La stabilità della MCL40 nelle frenate — proprio l’area su cui McLaren ha lavorato con i nuovi elementi del fondo — nel terzo settore del COTA.
  • Il confronto diretto tra Ferrari e i suoi inseguitori su passo gara, che resta il parametro più rilevante per la classifica Costruttori.

La sovrapposizione di questi sviluppi rende il Gran Premio degli Stati Uniti 2026 uno degli appuntamenti tecnici più ricchi del finale di stagione. Non è soltanto una gara: è un momento in cui le squadre raccolgono informazioni che determineranno le scelte progettuali dei prossimi mesi. E in questo senso, quello che accade in pista ad Austin avrà conseguenze che si vedranno ancora nel 2027.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

Roberto Torcolacci

Change privacy settings
×