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Lancia torna a dominare i rally: “Vincere è nel nostro DNA, questo è solo l’inizio

Lancia ritorna nei rally: "Vincere è nel DNA, questo è solo l'inizio"Immagine generata con AI

Dopo oltre trent’anni di silenzio, Lancia torna a fare sul serio nel motorsport: il progetto Lancia WRC 2026 con la nuova Ypsilon Rally2 HF Integrale non è soltanto un ritorno sentimentale, è la dichiarazione di un marchio che vuole ricostruire — pezzo per pezzo, prova speciale per prova speciale — un’eredità che nessun altro costruttore ha mai replicato. E Luca Martello, responsabile di Lancia Corse HF, lo ha detto senza giri di parole: vincere è nel DNA, e questo è solo l’inizio.

Un’assenza lunga più di trent’anni

Per capire il peso di questo ritorno bisogna prima misurare il vuoto che ha lasciato. Lancia si è assentata dal Campionato del Mondo Rally per oltre trent’anni — un’eternità nel motorsport, un’era intera durante la quale il WRC ha cambiato regolamenti, costruttori, format e persino il modo di trasmettere le gare. Eppure il nome Lancia è rimasto inciso nella memoria collettiva degli appassionati come pochi altri: 11 titoli Costruttori e 5 titoli Piloti conquistati nella storia del rally mondiale parlano da soli.

Quei numeri non appartengono a un’unica generazione di vetture. Parlano di una continuità tecnica e agonistica costruita attorno a modelli diventati leggenda: la Stratos, la 037 e soprattutto la Delta, la berlina che ha dominato il WRC con una sistematicità quasi imbarazzante per i rivali. Riportare quel simbolo in gara, oggi, significa confrontarsi ogni giorno con un passato ingombrante — ma anche disporre di una narrativa che nessuna campagna di marketing potrebbe costruire artificialmente.

La Ypsilon Rally2 HF Integrale: la vettura che deve raccogliere l’eredità

Il progetto tecnico del ritorno ruota attorno alla Ypsilon Rally2 HF Integrale, la vettura sviluppata per competere nella categoria Rally2 del WRC. Non si tratta di un prototipo da esposizione: il debutto in gara è fissato al Rally di Montecarlo di gennaio 2026, prima prova del calendario mondiale, una scelta che sottolinea l’ambizione del programma. Montecarlo non è mai una gara di rodaggio — è una delle prove più esigenti del calendario, con asfalto misto ghiaccio e neve, condizioni che mettono a nudo ogni debolezza tecnica fin dalle prime speciali.

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Nel programma Lancia figura anche la Ypsilon Rally4 HF, versione destinata alle categorie inferiori, che sviluppa 212 CV di potenza. Un dettaglio che dice molto sull’approccio del costruttore: non un’unica vettura di punta, ma una struttura pensata per costruire un percorso di crescita, dall’entry level fino alla massima categoria accessibile con la Rally2.

Martello e la filosofia di Lancia Corse HF

Al centro del progetto c’è Luca Martello, che guida Lancia Corse HF con una visione precisa. La frase attribuita al manager — «vincere è nel DNA, questo è solo l’inizio» — non è retorica da conferenza stampa: è la sintesi di un posizionamento strategico che Lancia ha scelto consapevolmente. Il marchio non vuole rientrare nel WRC per partecipare; vuole rientrare per competere, e lo dice apertamente.

Questo approccio è coerente con la storia del brand. Lancia non ha mai avuto una cultura della presenza discreta nelle competizioni: ogni suo programma motorsport è stato costruito attorno alla vittoria come obiettivo primario. Ripartire dalla categoria Rally2 — e non da una classe superiore — è una scelta tecnica e di sviluppo, non una rinuncia all’ambizione. Significa costruire la competitività su basi solide prima di alzare ulteriormente il livello.

Il contesto: Lancia nel WRC 2026 e il panorama attuale

Il rientro di Lancia nel WRC 2026 avviene in un momento in cui il campionato vive una fase di consolidamento dopo anni di grandi trasformazioni regolamentari. La categoria Rally2 è oggi il cuore pulsante del WRC in termini di numero di vetture e di costruttori coinvolti — un terreno competitivo dove Lancia dovrà misurarsi con realtà già strutturate e con equipaggi di esperienza.

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Il marchio appartiene al gruppo Stellantis, che dispone di risorse ingegneristiche e di una rete industriale capace di supportare un programma motorsport di lungo periodo. Questo non significa che il percorso sarà privo di ostacoli — la competitività in Rally2 richiede sviluppo continuo, aggiornamenti costanti e una gestione attenta dei dati — ma garantisce una solidità strutturale che i programmi privati spesso non possono permettersi.

Per chi vuole seguire l’evoluzione tecnica e sportiva del progetto, Motorsport.com Italia ha pubblicato un approfondimento con le dichiarazioni di Martello e il contesto del rientro.

Eredità e pressione: il peso del simbolo HF

Il suffisso HF — High Fidelity, ma soprattutto sinonimo di prestazione nella tradizione Lancia — non è stato scelto a caso. È un richiamo diretto alla stagione più gloriosa del marchio nel motorsport, quella delle Delta HF Integrale che hanno riscritto i record del WRC. Portare quella sigla su una vettura da rally nel 2026 significa accettare un confronto permanente con il passato, sapendo che ogni risultato sarà misurato su quella scala.

È una pressione che Lancia sembra aver deciso di abbracciare piuttosto che evitare. Il nome, la grafica, la denominazione della struttura sportiva: tutto comunica continuità con quella storia, non distanza. È una scommessa identitaria oltre che sportiva — e il Rally di Montecarlo di gennaio 2026 sarà il primo vero banco di prova per capire se la Ypsilon Rally2 HF Integrale è pronta a iniziare, davvero, a scrivere un nuovo capitolo di quella leggenda.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

Roberto Torcolacci

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